NUOVO ACQUEDOTTO NORDA: ADESSO C’E’ LA RICHIESTA DI ”PUBBLICA UTILITA’ ”



Quando si iniziò a parlare della vicenda, grazie alle anticipazioni di questo giornale tra la fine del 2009 e l’inizio di quest’anno, qualcuno storse il naso. Non era piaciuta ad alcuni proprietari dei fondi che verranno attraversati dall’acquedotto la forma scelta, con gli atti di significazione – in pratica delle comunicazioni di tipo simile a quelle giudiziarie – giunti in un periodo di ferie a un’ottantina di soggetti privati nonché al Comune di Introbio. Quest’ultimo aveva chiesto ufficialmente la sospensione delle procedure, per approfondimenti e verifiche.

La cosa diede il via a una polemica tra Villa Migliavacca e l’amministrazione provinciale, alla quale sono passate dalla Regione le competenze in materia. Si fece poi un gran parlare della cosiddetta "pubblica utilità", ovvero la strada che le aziende come la Norda possono percorrere per operare anche al di fuori delle concessioni minerarie. Ecco l’aspetto rilevante della vicenda: tale pubblica utilità (che pareva fosse stata già concessa) consente di stabilire un prezzo per l’attraversamento dei terreni con tubazioni; a quel punto il proprietario, data appunto l’utilità generale del progetto, deve accettare l’indennità stabilita. Diversamente, ovvero senza l’utilità pubblica, si potrebbe trattare sul prezzo, cosa che potrebbe mettere in difficoltà gli imprenditori ma che risulta come dire più "carina", specie in casi come quello di Introbio. E di Primaluna, dato che una porzione degli ottanta interessati risiede in questo secondo comune.

Ma qual è il punto della situazione, oggi? Dopo sei mesi dai famosi "atti di significazione" contestati da Introbio, ora la Norda ha chiesto ufficialmente la famosa "pubblica utilità", con una lettera dell’amministratore Pessina indirizzata alla Provincia. Aspetto rilevante, vi è nella richiesta un passaggio che sembra piuttosto accomodante rispetto ai propietari dei fondi, passaggio nel quale si indica chiaramente come la Norda sia pronta a corrispondere loro "l’indennità che sarà determinata (o che potrà essere concordata)". Una via di mezzo dunque tra la trattativa vera e propria che avrebbe potuto essere scelta e la secca imposizione del prezzo. Che per la cronaca dovrebbe essere fissato da un tecnico dell’amministrazione provinciale.

Morale: l’acquedotto al 99% si farà. Effettivamente, secondo le informazioni in possesso di Valsassinanews, le tubazioni partiranno dalla zona del Lago di Sasso [foto >>>] e correranno per oltre 10 km verso Primaluna, attraversando le proprietà di decine e decine di privati. In realtà però ci sono due soggetti quantitativamente più rilevanti tra questi ottanta: la Bregaglio, titolare di quasi tre dei chilometri attraversati e lo stesso Comune di Introbio, con circa 2,3 km interessati.

Se come pare certo la richiesta verrà accolta, si passerà alla determinazione delle indennità. Nel frattempo, entro un mese verrà fatta la cosiddetta "conferenza dei servizi" che vedrà protagonisti tutti i soggetti diversamente coinvolti nella vicenda. Dopodiché, una volta "fatta fuori" la questione delle indennità, si passerà all’occupazione vera e propria dei terreni – che potrebbe avvenire già a settembre.

(La foto di Mauro Lanfranchi è tratta dalla pubblicazione del Comune di In trobio dedicata alla V.A.S.)

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