PRIMALUNA: COMUNE VIRTUOSO MA CON LE MANI LEGATE DAL PATTO DI STABILITÀ



Mani legate da chi, vi chiederete? Dal patto di stabilità che l’Unione Europea ha imposto ai governi europei i quali a loro volta lo hanno fatto accettare ai Comuni italiani. Spiegare la questione non è facile, perché è talmente paradossale la situazione che non c’è una spiegazione logica e intelligente da fare. Secondo il patto di stabilità, i soldi spendibili per opere pubbliche sono soltanto quelli entrati nelle casse del Comune nell’anno dell’ultimazione delle opere in questione. Dunque, se un’opera è iniziata nel 2012 e i soldi per pagarla (a opera ultimata) c’erano, e l’opera in questione viene finita nel 2013, i soldi messi in conto nel 2012 non possono essere più utilizzati, rimangono congelati.

Questo spiega in parte il perché di un avanzo di gestione di 380mila euro, che rimarranno bloccati fino a che ci sarà il famoso patto di stabilità. Con l’avanzo di amministrazione si potrebbero diminuire i debiti (per esempio potrebbero essere usati per pagare dei mutui) ma nel caso di Primaluna questa opzione è nulla, perché di debiti da diminuire il Comune non ne ha.
 
Il caso più eclatante è quello della messa in sicurezza della strettoia sulla via Provinciale. I soldi per la realizzazione di un sottopasso o corridoio nella parte più stretta (è chiaro che la strettoia non verrà mai allargata, verrà solo creato un passaggio per i pedoni a monte della strada) in parte dovevano arrivare dall’alienazione di una proprietà del Comune e in parte da un contributo della Provincia (a sua volta bloccato dal solito patto di stabilità), ma dato che i soldi incassati nel 2012 non sono stati utilizzati – perché per problemi burocratici la sistemazione della strettoia non è partita – ora non possono più essere utilizzati: sono "congelati". 
 
Comunque l’opera, ha assicurato Artusi, verrà fatta, con soldi che il Comune dovrebbe incassare (oneri ed entrate in conto capitale); anche il contributo della Provincia potrebbe sbloccarsi se l’opera viene considerata come messa in sicurezza – dovrebbe esserci una deroga per sbloccare il finanziamento. Altri lavori bloccati per lo stesso motivo sono l’allargamento di via Vigna, l’ultimazione degli interventi nella Valle delle Noci e i marciapiedi in centro (opera che verrà realizzata al più presto). 
La minoranza invece si è detta contraria alla realizzazione in questo modo della messa in sicurezza della strettoia. 
 
"Non siamo contrari all’opera in sé" ha detto Davide Maroni, consigliere di opposizione, "ma la messa in sicurezza fatta così creerebbe un problema nuovo per chi dalla via Carrale sale verso la Provinciale; attualmente la visibilità è poca, con la realizzazione di un corridoio il pericolo per chi vuole raggiungere la Provinciale aumenterebbe". 
 
L’ideale per i membri della minoranza sarebbe la creazione di un attraversamento (sottopassaggio) per poter andare in sicurezza dall’altra parte della strada, oppure, un marciapiede anche ssull’altro lato. 
 
 
 
 
 




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