CENTRALI IDROELETTRICHE A PREMANA: IL COMITATO ”RICOMINCIA LA LOTTA”



Per questi motivi il comitato spontaneo di cittadini “Salviamo i nostri torrenti”, che già aveva operato negli scorsi anni in corrispondenza delle prime richieste di captazione, ha deciso di riprendere la propria attività di sensibilizzazione e di opposizione "per cercare di evitare la depredazione delle proprie terre e di una risorsa vitale quale l’acqua". Dopo la sostanziale conclusione delle procedure burocratiche da parte di Regione e Provincia, di fatto – afferma il Comitato "i torrenti della Val Fraina e della Valle dei Forni sono già nelle mani degli investitori privati che prosciugheranno km di torrenti per accaparrarsi i forti proventi derivati dal business dell’idroelettrico, mercato fortemente drogato dagli incentivi governativi".Premana, in consiglio la mozione del comitato contro le centrali

"Ma questo – proseguono i cittadini organizzati – non è bastato agli affaristi di turno che hanno fatto ulteriori domande di captazione per l’unico torrente ancora vergine della Provincia di Lecco, la “Val Marcia”, e domande di captazione per l’alto Varrone con il rischio più che concreto di vedere distruggere uno dei simboli cari a tutti i premanesi, la “cascata del Dente”."

Per prima cosa, vista la contingenza del periodo, il Comitato ha concretizzato la propria attività presentando osservazioni formali, coadiuvate da relazioni redatte da tecnici del settore, in occasione della conferenza dei servizi, tenutasi presso la Provincia di Lecco, inerente la valutazione di impatto ambientale per la derivazione sul torrente Val Marcia. Il Comitato intende ora "procedere su vari fronti per tentare di arginare un vero e proprio attacco da parte di società private che, forti di una legislazione connivente, stanno arricchendosi a dismisura togliendo di fatto l’acqua alla gente del posto e danneggiando, irrimediabilmente l’ambiente".

Oltre ad una vera e propria attività di opposizione costruttiva, sia a livello tecnico che legislativo, il Comitato porterà avanti una forte opera di sensibilizzazione presso la popolazione che è stata informata, solo superficialmente, sugli "ingenti danni che opere di questo tipo recano all’ecosistema locale. Derivazione idroelettriche fatte in base alle normative regionali significano il sostanziale prosciugamento dei corsi d’acqua con gravi ripercussioni su flora e fauna e forti implicazioni a livello idrogeologico".

"La gente di Premana – conclude il gruppo di Salviamo i nostri torrenti – deve rendersi conto inoltre degli enormi flussi di denaro che queste attività portano nelle tasche delle società realizzatrici; tutte le derivazioni previste sui torrenti del territorio premanese renderanno complessivamente circa 4.500.000€ all’anno ai privati per i prossimi 20 anni e cosa resterà a Premana? Resterà il rammarico ed il rimorso di non aver fatto nulla per difendere la cosa più importante che abbiamo, il territorio che qualcuno ci ha donato e che i nostri antenati hanno difeso e curato nei secoli. I nativi americani dicevano che la terra non si può vendere perché non ci appartiene….noi l’abbiamo ricevuta in dono dai nostri antenati e dobbiamo darla intatta ai nostri figli!".

Altrettanto chiara la dichiarazione finale: "Premana ed il comitato non molleranno perché questa è una lotta per difendere il futuro di quelli che verranno!".

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