DON MALIGHETTI: ”I RAGAZZI, SU FACEBOOK MA NON SANNO GIOCARE A NASCONDINO…”



Durante la messa solenne in preparazione della festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo nella solennità del Santissimo Cuore di Gesù, don Mauro Malighetti, il parroco della Comunità Pastorale Madonna della neve che comprende i paesi di Taceno, Parlasco, Cortenova, Primaluna e Introbio sprona la Valsassina a “…ritrovare fantasia, a ritornare a fare fatica, di ritornare alle cose semplici che sono più vere.”

Un’omelia importante, anche perché don Malighetti, lecchese di 51 anni, è il Decano della Valle ovvero il sacerdote più importante, il "responsabile dei preti".

“I nostri ragazzi non sanno divertirsi, non sanno giocare a palla due fuochi, alia corda, a nascondino…non sanno raccontare e non vogliono ascoltare i ‘racconti’ di vita …sanno pero chattare, twittare, ‘ci sentiamo su facebook..!’: hanno paura di aprirsi, di mettersi alia prova, di esibire la sconfitta nel confronto. Non sono aiutati a confrontarsi con il reale, quasi tenuti nel mondo dei sogni e difesi con tutte le forze.” Ammonisce don Mauro “Essi devono apparire sempre vincitori, perfetti ed al ‘passo’ con il tempo: non importa se dentro hanno paure o percepiscono ‘un vuoto’ che prima o poi cercheranno di colmarlo a tutti i costi.”

L’omelia analizza la famiglia "…che non può essere confusa con altre forme aggregative.", i figli che "…non possono essere sempre sotto la ‘tutela iperprotettiva’ ma devono comprendere che la vita e fatica, che nulla e dato facilmente e che il compito a cui non possono sottrarsi e la maturazione che li porta a pensare ed agire con la propria testa, evitando ogni conformismo."

Ce n’è anche per gli amministratori pubblici: "Anche il compito sempre piu urgente di amministrare il bene comune deve essere vissuto come ‘ autentico servizio’ disinteressato che ha come meta il vero e non il comodo o l’interesse. Anche da parte di tutti deve  essere chiaro che prima dei diritti, occorre porre mano ai doveri che tutti accomuna. Vi e spesso troppa indifferenza nella cosa pubblica, sostenuta anche da chiacchiere e maldicenze. Occorre esercitarci, tutti, nell’arte del discernimento, cioe nella capacita di porre in atto scelte autentiche che servano, senza timori o paure di giudizi, l’uomo."

Don Malighetti chiede a tutti: "Le diverse agenzie educative (famiglia, comunità cristiana, scuola, sport e gruppi.. .jnon possono pensare di educare isolandosi o ritenendosi autonome, ma devono agire in sinergia se hanno a cuore il bene globale di ragazzi, adolescenti e giovani. Dice un proverbio africano: "Se vuoi arrivare primo vai da solo; se vuoi arrivare lontano cammina insieme". Le peculiarita di ciascuno, i propri doni se vissuti isolatamente si mortificano, se condivisi fanno crescere e portano a compimento l’uomo."

Ecco il testo completo dell’omelia (attendere lo scaricamento) —> Testo Omelia don Malighetti    file .pdf

 

 

 




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