MARGNO, CABINA DA DISMETTERE. E PENSARE CHE SI FACEVA LA CODA…



Il piano di dismissione delle vecchie cabine Telecom è in corso da ormai qualche anno e sembrano ormai sparite dalla fisionomia urbana in conseguenza della progressiva diffusione di cellulari, internet e sistema voip. Alcune avevano silentemente e tenacemente resistito  nelle piazze dei nostri paesi, ma la pensione sembra inesorabilmente vicina anche per loro e il 22 febbraio 2015 è il termine ultimo – quantomeno per la cabina a Margno. 

In realtà rimane salda l’opportunità di opporsi ala rimozione scrivendo a cabinatelefonica@cert.agcom.it, anche se un pare comunque improbabile un loro salvataggio,  anche perché le nostrane cabine non solo sono prive del fascino delle red telephone box di Londra, ma spesso sono fuori uso e maleodoranti e i loro ‘nipoti’ cellulari hanno avuto gioco facile a decretarne il tramonto.

In Valsassina le cabine hanno fatto comparsa relativamente tardi: prima c’era il posto di telefono pubblico al bar o all’osteria del paese, e sino a cinquant’anni fa non era improbabile che l’oste mandasse a chiamare a casa chi aveva ricevuto una chiamata. Il pensiero di voci  trafelate che ricercano il destinatario rimbalzandosi lungo le vie del paese rimandano a cartoline da  un’altra Italia…

Con gli anni ’70 ecco le nuove e fiammanti cabine telefoniche,  di solito in piazza e inizialmente funzionanti  a moneta e gettoni – valutariamente scambiati con il 200 lire – e infine con le schede telefoniche che infiammavano la passione collezionistica di chi è stato un ragazzino negli anni novanta.

E la cabina era sempre lì, all’uso nascondiglio, strumento per scherzi telefonici o chiamate al trova numeri, il ’12’ ai tempi gratuito, e addirittura d’estate c’é chi ricorda la fila di villeggianti che attendevano il proprio turno diligentemente per chiamare a Milano.

Ma se è vero che le cose sono sempre destinate a cambiare, il tramonto delle cabine era già annunciato; per la prima volta ad Italia 90, ad esempio,  vedendo i calciatori chiamare con il cellulare – all’epoca di dimensioni non proprio irrisorie – si diffuse così nell’immaginario collettivo la rivoluzionaria idea di chiamare una persona e non più un luogo. Il resto è storia dei giorni nostri con  telefonini sempre più diffusi, internet e il mondo della comunicazione che è cambiato radicalmente verso la modalità mobile e le vecchie cabine non servono più.

Dimenticate, abbandonate, ormai incapaci di produrre profitti sembrano aver segnato il passo e nnonostante gli allarmi lanciati da chi teme rischi per l’universalità del servizio, la loro presenza sarà ridotta a stazioni, ospedali e simili, anche perché i progetti di sostituzione con cabine di nuova generazione con connessione internet stentano a decollare.

Ci ritroveremo dall’antiquario.. Cara vecchia cabina telefonica.

 

 

 

 




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