LA LECTIO DI DON GRAZIANO: LE NOZZE DI CANA IL MIRACOLO DELLA FAMIGLIA



Le nozze celebrate a Cana di Galilea, di cui ci parla il Vangelo di questa domenica del rito ambrosiano, ebbero il privilegio della presenza fisica di Gesù e di Maria, che fecero agli sposi un dono straordinario: è il primo miracolo di cui abbiamo notizia.

Il sorriso materno di Maria e la potenza santificatrice di Gesù aleggia su tutte le famiglie che sono fiorite dinanzi all’altare, dove l’amore umano è benedetto e trasfigurato in carità.

Pensiamo a tutte le famiglie buon, nelle quali appunto l’amore è stato più forte del tempo, ed ha conservato la vivace freschezza dei primi giorni.

Pensiamo alle famiglie buone, nelle quali sono un onore un lavoro dignitoso ed il risparmio intelligente, l’autorità ferma e la comprensione benevola, il linguaggio onesto e l’affettuosità misurata.

Pensiamo alle famiglie buone nelle quali crescono vigorosi nel corpo e nello spirito i figli che traggono ispirazione dalla rettitudine dei genitori.

Pensiamo alle famiglie buone nelle quali regna il timore santo di Dio, dove la preghiera raccoglie le voci di tutti nell’umile implorazione del grazie.

Più si riflette su queste cose e più si capisce che la famiglia è una realtà sacra.

Anche le parole più belle non sono sufficienti a qualificarla: essa è stata voluta da Dio che ha creato l’uomo e la donna e li ha associati  all’opera sua creatrice, nella generazione dei figli.

Ora, c’è qualcosa di più grande della vita?

La risposta non può essere che negativa.

Tutti i valori del tempo e dello spazio, tutte le conquiste della scienza e della tecnica  sono inferiori ad una vita che freme nel grembo di una donna, perché quella vita è un riflesso di Dio.

La famiglia rimane sacra anche se non c’è la “figliolanza”, non sempre ,infatti, spunta la vita:e qui tocchiamo uno di quei misteri che talvolta sono carichi di sofferenza per i coniugi , quasi che il loro amore sia stato frustrato, le attese deluse, la speranza ingannata.

Non è così.

L’amore rimane sacro anche se non è allietato dai figli .

Il ritrovare Dio l’uno per mezzo dell’altro, l’uno nell’altro, essere l’uno per l’altro l’immagine di Dio e risvegliare nell’altro la nostalgia di Dio.

Quella brava gente che fornisce ricette nei rotocalchi per conservare l’amore coniugale ed il primo entusiasmo e combattere l’usura del tempo, quella brava gente- ripetiamo – è animata da buone intenzioni, il guaio è che si trova fuori strada, e quando si smarrisce la via giusta diventa difficile arrivare al termine.

L’amore non lo si alimenta con i ninnoli e con i regali, anche se fanno piacere: l’amore ha origini più profonde e chiede di essere collegato alla vera sorgente che è Dio.

Se Dio non entra nel dialogo vitale della coppia coniugale , non si superano gli inevitabili dissidi.

Perché rimane pur vero che la felicità allo stato puro non esiste, ma esiste lo sforzo quotidiano per superare le difficoltà che tendono a distruggerla.

Mentre aumentano le valutazioni negative sulla famiglia di oggi alla quale vengono offerti rimedi fallaci, o quanto meno discutibili, noi guardiamo le famiglie che prosperano nella stabilità, nella gioia, nell’educazione civile, nella pratica religiosa, ed è richiamo ai giovani come modello di vita e garanzia di dignità umana e cristiana.

Sono tante, tantissime le famiglie sane, anche se la cronaca pettegola non dimostra interesse per loro.

E preghiamo perché continuino ad essere piccole Chiese e a dare al mondo la testimonianza cristiana di un amore santo e benefico.

Don Graziano vicario parrocchiale
Domenica 14 gennaio 2018
Seconda domenica dopo l’Epifania14

 

 

 




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