ASSEMBLEA D’AMBITO/DISCUSSI BILANCIO 2017 E IL PROBLEMA CASE POPOLARI



BARZIO – Importante assemblea d’Ambito quella di mercoledì in Comunità Montana, dove con alcuni degli amministratori presenti sono stati discussi punti importanti riguardo al sistema socio-sanitario nell’Ambito di Bellano e nel Distretto di Lecco.

Dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente, l’assemblea è entrata neò vivo con il secondo punto all’ordine del giorno, l‘approvazione del piano operativo per il fondo nazionale di non auto-sufficienza. Fondo rivolto principalmente ad anziani e disabili, che nel 2017 ammontava a circa 190mila euro, anche grazie a 50mila di residuo degli anni precedenti.

assemblea-comunita-montana-1Una somma sufficiente per lo scorso anno ma non per il 2018. Il fondo di 140mila euro non garantirebbe la copertura né alle persone attualmente in carico, né a quelle di cui vorranno usufruirne. Per far fronte al problema sono stati però messi in atto dei criteri più ristrettivi, in modo da provare a “coprire” più persone possibili.

La maggior parte dei fondi – quasi 100mila euro – sono stati destinati ai buoni caregiver, lo strumento più utilizzato da anziani e disabili. Il piano operativo è stato votato all’unanimità e andrà trasmettere entro il 20 aprile.

Il terzo punto ha invece riguardato il piano annuale dell’offerta dei servizi abitativi. “La normativa di riferimento è la legge elettorale 16, regolamento 4, del 2017, che dovrebbe portare a una conoscenza totale delle strutture sul territorio” spiega il presidente dell’Ambito Fernando De Giambattista. “In realtà non mancano i problemi, perché in pratica con questa legge tutto è delegato ai Comuni. Innanzitutto è necessario avere un Comune capofila. Il distretto di Bellano lo avrebbe anche trovato, ma il problema principale rimane sempre quello: chi paga?”.

Ecco perciò la nuova proposta. “A questo punto è necessario intervenire: non come Ambito singolo, ma come Distretto di Lecco (insieme agli Ambiti di Lecco e Merate), per far presente le problematiche direttamente in Regione”.

PIANO DI ZONA BELLANO 2009-2011“Oltre a ciò, 16 dei 32 Comuni (Varenna e Barzio, presenti entrambi coi propri amministratori, e Bellano, Cassina Valsassina, Colico, Cortenova, Crandola, Dorio, Introzzo, Lierna, Mandello, Morterone, Parlasco, Perledo, Sueglio, Tremenico) non sono in regola con la Regione riguardo alle dichiarazioni delle case popolari. Senza tali dichiarazioni si preclude la possibilità di avere contributi, oltre a quella di fare richieste alla Regione. Inoltre, i cittadini del Comune non adempiente non potranno fare domanda per usufruire delle case popolari”.

“La regione prevede un piano triennale declinato in tre annualità” continua nella spiegazione Lara Malugani. “Per il momento il focus è sui Sap, i servizi abitativi pubblici: principalmente si tratta di proprietà Aler, con qualche eccezione di proprietà comunale. Dopo di che ci concentreremo sugli alloggi sociali.”

“È importante che i Comuni dichiarino i propri alloggi, anche nel caso non ne avessero: sono informazioni importanti per poter redigere un piano annuale. Una volta che quest’ultimo sarà approvato, decaderanno tutte le graduatorie in vigore e ci saranno nuovi bandi. Le case popolari non saranno più riservate ai soli residenti, ma a tutti facenti parte dell’Ambito di Bellano“.

Sorge spontanea in questo caso la domanda  riguardo alle spese: saranno ripartite anch’esse all’interno dell’Ambito? “In realtà la legge non lo prevede, ma sono abbastanza sicura che nel caso sia una cosa fattibile” assicura la Malugani.

L’altro tema caldo della serata è stata poi l’approvazione del consultivo di bilancio riguardo al 2017. “Il bilancio delle risorse trattate ammonta a 23 milioni e mezzo” ha spiegato Manila Corti, “di cui la metà sono risorse utilizzate per i migranti. Oltre a ciò le spese più alte sono quelle relative ai minori sottoposti a tutela”.

“Non abbiamo molti residui, ma tengo a precisare che non toccheremo e non vanno toccate le quote di solidarietà: se tagliamo queste, poi è davvero la fine” ha sottolineato il presidente De Giambattista. “Fin’ora siamo riusciti a contenere i costi il più possibile, ma verosimilmente prima o poi dovremmo metter mano ai rimborsi dei Comuni”.

Davide Invernizzi

 




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