MEZZO SECOLO DI DON ALFREDO IN VALSASSINA. DA QUEL “REFERENDUM” PER FARLO DIGERIRE AI BARZIESI ALLE TANTE OPERE PER IL TERRITORIO



BARZIO – Per ricordare i 50 anni di presenza in Valle di don Alfredo Comi (li “compirà” a inizio 2019), di cui 40 nella parrocchia di Barzio, ci siamo scartabellati un bel po’ di archivi giornalistici e fotografici di quest’ultimo mezzo secolo e qui sotto elenchiamo le principali tracce lasciate da questo attivissimo sacerdote.

Don Alfredo giunge a Barzio nel 1968, arrivando da S. Bartolomeo in Val Cavargna (sopra Porlezza) dove, prima di Comi aveva praticato il suo ministero di parroco don Pietro Tenca. L’arrivo a Barzio di don Alfredo come parroco aveva lasciato un po’ sbigottiti i barziesi del tempo, che si aspettavano la nomina di don Riccardo Busnelli, allora coadiutore. Tant’è che la Curia dovette sottoporre a voto di gradimento la nomina di Don Alfredo (votazione che forse è stata l’ultima praticata nella diocesi ambrosiana).

Il risultato del “referendum” fu che a grandissima maggioranza i barziesi accolsero con un l’avvenuta nomina a parroco di Don Alfredo Comi.

Quest’ultimo ebbe anche l’onore di assistere, nel 1970, alla prima messa di un suo parrocchiano – don Giacomo Tantardini – divenuto nel tempo un elemento di spicco della Chiesa a livello mondiale, forse il massimo esperto di Sant’Agostino e figura di tale spessore da meritarsi l’amicizia dell’attuale Papa Francesco, che per lui scrisse la prefazione di un libro firmato dallo stesso Tantardini.

Ma torniamo al lontano 1969: da subito il nuovo parroco si distinse per dinamismo (basti ricordare che a San Bartolomeo aveva fatto costruire, e ne era diventato preside, una scuola professionale per i ragazzi che, terminata la quinta elementare, dovevano scegliere se andare all’estero o restare nelle loro realtà). A Barzio organizzò i convegni di studi Manzoniani – si avvicinava il 1972, anno del centenario della morte di don Lisander – a palazzo Manzoni, – ora sede del Municipio che al tempo era di proprietà della parrocchia.

Fece ristrutturare l’attuale Casa Parrocchiale di Barzio, installò nella chiesa di Sant’Alessandro un nuovo organo in sostituzione di quello precedente, sostitui le porte d’ingresso della parrocchiale con altre in bronzo cesellate con rappresentanze; fece affrescare con l’effigie di S. Alessandro la facciata della casa parrocchiale. Diede inoltre un forte contributo per creare una biblioteca manzoniana con le più svariate edizioni dei Promessi Sposi raccogliendo oltre mille volumi – poi venduti alla biblioteca civica di Barzio, anche per ricavare fondi per la costruzione della scuola materna parrocchiale di via Milano.

Don Alfredo poi organizzò il museo parrocchiale tutt’ora esistente e visitabile previo appuntamento con il parroco.
Fece anche pubblicare diversi libri sulla comunità barziese a partire da quello di Giovenale Sacchi, passando per la prestigiosa edizione (curata dal prof. Zastrow) sulle origini della chiesa parrocchiale di Sant’Alessandro e del Cantello (a Concenedo) in ricordo della beata Guarisca, sino alla pubblicazione sulla chiesa dei Piani di Bobbio e del Cimitero di Barzio.

Il cardinale Dionigi Tettamanzi a Barzio all’ingresso dell’asilo

Fiore all’occhiello per il don è stata infine la sua ferma volontà di voler salvare la presenza di una scuola materna cattolica a Barzio dopo che il vecchio asilo presente nella casa di riposo “don Guanella” era stato dismesso. Il parroco infatti se ne fece carico, trasferendo provvisoriamente la materna in alcune aule dell’attuale oratorio per poi costruire la nuova scuola materna parrocchiale di Via Milano, inaugurata nel 2007, grazie anche e soprattutto alla condivisione del progetto dell’intera comunità barziese.

L’elenco si potrebbe allungare ancora di parecchie opere tra quelle da lui volute e realizzate, senza che la professione del proprio ministero venisse meno.

Anzi, nel 2010 quando venne sostituito da don Lucio fu trasferito a Ballabio dove si fece conoscere molto bene per il dinamismo e la professione del suo ministero; e anche a Ballabio diede alle stampe una bella edizione di un volume sulle origini della chiesa di San Lorenzo.

Nel 2012 don Alfredo ha concelebrato, in Santa Marta in Vaticano, la messa con Papa Francesco a coronamento di tante fatiche nello svolgere la propria missione; in ciò era riuscito grazie anche alla personale amicizia tra lo stesso Bergoglio e don Giacomo che – come scritto sopra – fu accompagnato alla prima messa nel 1970, proprio da Don Alfredo.

Ora il 93enne sacerdote si trova a Cremeno, e anche lì avrà sicuramente modo di essere ricordato.

Non ce ne voglia se ci siamo dimenticati di tante altre sue opere. I parrocchiani barziesi, di Ballabio e di Cremeno non le dimenticano certo, così come non ignorano nemmeno la schiettezza tipica di don Alfredo nel celebrare il proprio Ministero.

Apprestandoci a celebrare la ricorrenza dei 50 anni di presenza in Valsassina, il nostro giornale non può esimersi dall’esprimere a Don Alfredo Comi quanto raccolto da VN nella popolazione (non solo tra i fedeli) ovvero i più sentiti ringraziamenti per il suo operato.

RedRel

Per le foto storiche si ringrazia l’archivio Ganassa di Barzio




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