DOPO L’EVERESTING, I “DIECI MURI DI VALLE E LAGO”: ALTRA IMPRESA PER IL PRIMALUNESE GABRIELE SCAIOLI



PRIMALUNA – Ne avevamo raccontato le gesta poco più di un mese fa, quando aveva completato l’Everesting scollinando 20 volte sul passo Agueglio, ma Gabriele Scaioli, se possibile, questa volta si è addirittura superato. La nuova impresa del 20enne primalunese si chiama “dieci muri, tra lago e valle” e chi meglio può narrarla se non il protagonista della biciclettata durata ben 12 ore e mezza.

“Questa idea è nata due giorni prima della partenza, tornando a casa da un allenamento ho pensato a cosa fare nei giorni successivi. Siccome un mese fa avevo già affrontato sei muri tutti in giornata, ho pensato di aggiungerne altri e così in pochi minuti facendo uno “schizzo” del percorso su un foglio è nata l’idea” spiega lo sportivissimo Gabriele.

“Partito subito con le prime luci dell’alba, alle 5:45 da casa, non sapendo se il meteo fosse dalla mia parte per tutto l’arco della giornata, affronto la prima salita verso l’alpe di Paglio; sinceramente non ero molto motivato, ma appena arrivato in cima tutto è cambiato. Con il primo timido sole sono sceso fino a Casargo e poi su a Giumello, per poi scendere subito verso Taceno e salire a Vendrogno. Piccolo step e via subito direzione Varenna, stranamente con vento contro sul lago, e inizio a salire per il passo Agueglio. In cima al belvedere scendo velocemente verso Cortenova, giro la bici e risalgo il passo Agueglio da quest’altro versante. Arrivo per la seconda volta al belvedere e riscendo verso Varenna, poi Bellano e su ancora per Vendrogno dove mi aspetta un amico con panini e borracce fresche; mi fermo venti minuti e riscendo verso Dervio per salire la lunga Valvarrone. Arrivato a Pagnona scendo a Taceno e accompagnato da un gran caldo mi dirigo verso la Culmine, anche qui altra scorta di borracce fresche e barrette da parte di un altro amico, piccolo step, ennesima discesa, questa volta verso Ballabio, per salire il penultimo muro, l’infinito Morterone. La stanchezza si sente, il caldo ha fatto davvero la sua parte; barretta energetica, riscendo a Ballabio e sono pronto a salire all’ombra l’ultimo muro, Resinelli. Arrivato in cima stanco e soddisfatto scatto la “foto di rito” e con calma torno a Primaluna”.

Un saliscendi continuo, addirittura più faticoso dell’Everesting, che per molti (ma non per lui) è il punto d’arrivo di un allenamento estenuante: “Avventura stupenda, parecchi chilometri, tanta soddisfazione per aver portato a termine anche questo obbiettivo. In questo giro di tredici ore circa ho salito 7.400 metri di dislivello positivo e pedalato per quasi 260 km, meno dislivello ma a mio parere più impegnativa rispetto al precedente Everesting“.

G.G.

IL RACCONTO DELL’EVERESTING

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