PAOLA BERI, UN ANNO “DA MILLE E UNA NOTTE” CON DUE STELLE (LE FIGLIE MARIA E AURORA) DA CRESCERE



INTROBIO – L’attività rotellistica è appena andata in archivio e al solito è tempo di bilanci; in questo senso i conti tornano alla perfezione in casa del Nordik ski Valsassina dove si è eretta ancora una volta protagonista assoluta con gli skiroll ai piedi (senza nulla togliere ad altri), la veterana Paola Beri.

La 46enne maestrina valsassinese (insegna alla primaria di Cassina), ancora una volta ha vinto la sfida contro il tempo – una sorta di donna bionica o Wonder Woman che dir si voglia, indistruttibile almeno sino ad ora.

Per lei parlano i risultati: quattro successi in Coppa Italia – la vittoria del campionato italiano Master a Bobbio (Piacenza), in tecnica classica la seconda piazza nella Coppa Italia assoluta ottenuta alle spalle della 18enne Sabrina Borettaz (848 a 822 punti) sulle 19 gare complessive e un lotto di ben 112 iscritti, lo dimostrano a chiare lettere. Seduti al tavolino di un bar lecchese Beri, mentre sorseggia una rilassante tisana –  quasi intimidita dai riflettori che ancora una volta vengono puntati sulla sua persona spiega: “Intanto partirei con il ringraziare la mia società d’appartenenza nelle persone del presidente Giuliano Selva e dell’allenatrice Carla Ticozzi, senza di loro difficilmente sarei arrivata a questi traguardi”.

Paola, resta il fatto che anche in questo 2021 le gioie non sono mancate…
“Assolutamente si, sono contenta soprattutto dei risultati ottenuti in tecnica libera io vado da sempre forte in salita e in tecnica classica, ecco essere andata a podio in una specialità non mia, mi rende particolarmente felice”.

Niente da fare invece nelle sprint?
“Si essendo una sorta di diesel  mi servono chilometri per carburare, no sulla breve distanza soprattutto con il trascorrere degli anni – pago regolarmente dazio”.

Si può affermare che questa è la tua migliore stagione di sempre?
“Forse anche se in altre stagioni ho fatto comunque bene, quest’anno arrivavo da un infortunio alla mano che mi ha costretto a cinque mesi di stop. Sono ripartita a marzo, ma non credevo potessi essere competitiva – l’obiettivo era fare qualche gara tanto per restare in forma”.

Poi che accadde?
“Niente, vedevo che i risultati arrivavano il morale è cresciuto e mi sono giocata le mie carte sino in fondo. Una cosa è sicura, dalla frattura alla tibia, perone e malleolo che mi procurai sei anni fa ho imparato davvero molto in termini di reazione insomma, quando cadi devi avere la forza di rialzarti”.

In questo senso le tue figlie Maria di 14 e Aurora Invernizzi di 12 anni sono e continueranno ad essere la tua benzina..
“Giustissimo, loro mi hanno aiutato molto nei momenti no della vita e non solo quella sportiva.  Spesso sono stata a un passo dal ritiro agonistico, ma le ragazzine mi hanno spronata a non mollare, brave davvero”.

Ed ora eccole pronte a spiccare il volo nel mondo dello sci, vero?
“Me lo auguro di cuore, entrambe hanno vinto il titolo italiano e la Coppa Italia di skiroll rispettivamente  -Under 16 e 14 e quindi con atlete più grandi rispetto alla loro età,  anche sulla neve pare abbiamo le caratteristiche per riuscire. Solo il tempo lo dirà l’importante è che si divertano e facciano dello sport, se poi dovessero toccare livelli d’eccellenza tanto di guadagnato. Un’ultima considerazione; è stato bello essere premiati allo ski pass di Modena – vado fiera anche del secondo posto ottenuto su un lotto di oltre cento squadre, dal Nordik ski Valsassina nella classifica finale. L’anno venturo? Mah è ancora presto ora vivo alla giornata, valutando serenamente quello che sarà il mio futuro”.

Alessandro  Montanelli   




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