CASARGO – L’Alta Valle saluta Fermo Maffei, storico allevatore di Casargo, scomparso in queste ore a 98 anni (era nato nel 1927), figura conosciutissima non solo in paese ma in tutta la vallata per il suo legame profondo con la terra e con il mondo agricolo. Per generazioni è stato un punto di riferimento autentico, capace di custodire e tramandare ricordi, episodi, volti e tradizioni che hanno fatto la storia della comunità casarghese. Lascia due figlie.

In paese lo definivano senza esitazioni la vera memoria storica di Casargo, tanto che anche il sindaco Antonio Pasquini non mancava di chiedergli lumi nei momenti di dubbio su vicende, confini, consuetudini e scelte legate al territorio. Nonostante non fossero mancate, negli anni, animate discussioni tra il “nonno” di Casargo e il primo cittadino. “Era una persona con la quale mi fermavo volentieri a discutere, rappresentava davvero la memoria storica di Casargo. Conosceva aneddoti, storie, le vite di tutti. Una persona schietta e franca, che non te le mandava di certo a dire, ma sempre con il sorriso sulle labbra e con autentica ironia. Le mie condoglianze va a tutta la famiglia”.
“Sapeva tutto, soprattutto di agricoltura”, ricordano commossi in Alta Valle, sottolineando come il suo sapere non fosse soltanto tecnico ma anche umano, frutto di una vita intera trascorsa tra pascoli, stalle e fatiche di montagna.
Tra i tanti meriti riconosciuti a Fermo Maffei vi è anche quello di essere stato, insieme a pochi altri allevatori, tra gli ideatori e promotori della Mostra regionale della Capra Orobica di Casargo, manifestazione oggi divenuta un appuntamento simbolo per l’intera Valle e per il mondo zootecnico legato a questa razza autoctona. Si può dire, senza timore di smentita, che l’ormai celebre rassegna dedicata alla orobica abbia mosso i primi passi proprio con lui, con la sua intraprendenza e con la sua ostinata volontà di valorizzare il lavoro degli allevatori di montagna.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel tessuto sociale ed economico di Casargo, dove la sua figura era sinonimo di saggezza, memoria e operosità, ma anche nell’intera Alta Valsassina che lo ha conosciuto sui prati, alle stalle, alle fiere e agli appuntamenti legati alla mostra. In queste ore in tanti, tra amministratori, allevatori, parenti e amici, si stringono alla famiglia, consapevoli che con Fermo Maffei se ne va un pezzo importante della storia recente del paese, ma resta l’eredità morale di chi ha creduto e lavorato perché le tradizioni non andassero perdute.
RedAlV
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