LETTERA: “CANI IN MONTAGNA AL CALDO, RISPETTIAMO GLI ANIMALI”

Gentile Direttore,

Mi chiamo Deborah e sono da sempre un’amante degli animali e della montagna. I cani, in particolare, hanno sempre fatto parte della mia vita: amici fedeli, compagni inseparabili nei momenti più belli e in quelli più difficili. Non riesco a immaginare la mia esistenza senza un compagno a quattro zampe.

Proprio perché li amo, cerco di rispettare il mio cane per ciò che è, senza umanizzarlo, riconoscendone la natura, i bisogni e anche i limiti. Amare un animale significa, prima di tutto, proteggerlo.

Oggi ho appreso una notizia che mi ha profondamente colpita e scossa: una coppia ha affrontato un’escursione in montagna con il proprio cane anziano in una giornata di caldo intenso. Lo sforzo e le alte temperature gli sono stati fatali. Una tragedia che avrebbe potuto essere evitata.

A rendere questa vicenda ancora più amara è il fatto che, per recuperare la salma del povero animale, sia stato necessario l’intervento di un elicottero. Un intervento complesso e certamente oneroso, sostenuto dalla collettività per rimediare alle conseguenze di una grave imprudenza. Mi auguro che il costo del recupero sia stato addebitato ai proprietari e che le autorità abbiano valutato tutti i provvedimenti previsti dalla legge, compresa una denuncia.

Non scrivo queste righe per alimentare polemiche, ma perché episodi come questo ci ricordano quanto il buon senso possa fare la differenza tra la vita e la morte di un animale. Come amante degli animali e addestratrice cinofila ENCI, sento il dovere di richiamare alcune semplici regole che possono salvare una vita.

Con il caldo è fondamentale:

  • evitare passeggiate ed escursioni nelle ore più calde della giornata;
  • portare sempre con sé acqua fresca e fare soste frequenti;
  • rispettare l’età e le condizioni fisiche del cane, senza chiedergli sforzi superiori alle sue possibilità;
  • osservare eventuali segnali di sofferenza, come affanno eccessivo, debolezza o disorientamento, fermandosi immediatamente;
  • ricordare che asfalto, rocce e sentieri esposti al sole possono raggiungere temperature molto elevate e provocare ustioni ai cuscinetti;
  • non lasciare mai un cane chiuso in auto, neppure per pochi minuti.

I nostri cani si affidano completamente a noi. Non possono scegliere se affrontare un’escursione o fermarsi quando sono stanchi. Le decisioni spettano a noi e, con esse, la responsabilità della loro vita.
Mi auguro che continui a diffondersi una vera cultura del rispetto verso gli animali, riconoscendoli per ciò che sono: esseri senzienti, capaci di provare dolore, paura, gioia e affetto.

Mi auguro anche che episodi come questo non vengano archiviati come semplici fatalità. Quando la negligenza o l’imprudenza provocano sofferenze o addirittura la morte di un animale, è giusto che chi ne è responsabile risponda delle proprie azioni. La tutela degli animali non può limitarsi alle parole: servono leggi sempre più efficaci e pene realmente proporzionate alla gravità dei fatti, affinché il rispetto per la loro vita non rimanga solo un principio, ma trovi concreta applicazione.

La civiltà di una società si misura anche da come tratta gli esseri più indifesi. Ognuno di noi può fare la differenza con piccoli gesti di responsabilità, rispetto e consapevolezza. Perché nessun cane dovrebbe perdere la vita a causa di una leggerezza che avrebbe potuto essere evitata.

Deborah

 

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