DOMANI LA GIORNATA DELLA MEMORIA: RICORDO E VERGOGNA DELLA RAZZA UMANA



"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. 

Parlando della giornata della memoria, anche attraverso canali non proprio consoni all’argomento, si nota come – oltre a spendere spesso parole inutili – i giovani manifestino sentimenti a volte diversi. Da una parte alcuni ricordano l’accaduto con frasi celebri, provando ribrezzo per le azioni compiute. Altri ricordano pure altri episodi di sterminio altrettanto tristi. E c’è anche chi cerca di giustificare l’accaduto parlando appunto di altri genocidi compiuti da persone con idee diverse. Spesso queste "discussioni" diventano bassissime tribune politiche e, finite le già tristi argomentazioni in merito, si trasformano in elechi di numeri.

Questo accade anche dalle nostre parti.
Spesso è facile ricadere nella retorica parlando dei fatti in questione, ma in un periodo buio di crisi come quello attuale le difficoltà quotidiane favoriscono la nascita di un "nemico comune"

Rileggendo l’articolo della Costituzione italiana si nota come il 27 gennaio si ricordino anche le leggi razziali e la persecuzione italiana dei cittadini ebrei nonchè di coloro che si sono opposti al progetto di sterminio. 524 gli italiani insigniti dell’alta onorificenza dei Giusti tra le nazioni per il loro impegno nella lotta alla Shoah. Non si parla solo di campi di sterminio nella lontana Germania, ma di leggi e deportazioni basate su leggi che portano in calce firme italiane. Il 5 agosto 1938 sulla rivista "La difesa della razza" viene pubblicato un manifesto che sostanzialmente dichiara l’esistenza delle razze e la "differenza" tra di esse. 

Al Regio decreto legge del 5 settembre 1938 – che fissava «Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola» – e a quello del 7 settembre – che fissava «Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri» – fa seguito (6 ottobre) una «dichiarazione sulla razza». Tale dichiarazione viene successivamente adottata dallo Stato italiano sempre con un Regio decreto legge che porta la data del 17 novembre dello stesso anno.

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