”MONTAGNA DA PAURA”: AD ARTAVAGGIO DAI FURTI SI PASSA AI VANDALISMI



Piccoli furti avvenuti al Resegone e al Grignone. Piccoli appunto, ma di grande significato: nemmeno la montagna rappresenta più un luogo di onore. Ed ahinoi non c’è proprio niente di nuovo in tutto ciò, come abbiamo visto l’anno scorso purtroppo i tempi diventano moderni anche in quota. I Piani di Artavaggio si sono dimostrati terreno fertile per i vandalismi. Tutto è cominciato con furtarelli ed oggi si è arrivati a veri e propri atti di vandalismo intimidatorio, dopo che il problema era stato sollevato dal precedente articolo di ValsassinaNews .

Quello che è successo durante la scorsa settimana ai gestori del Rifugio Sassi Castelli non ha però precedenti: durante la notte dei teppisti hanno tagliato tutte e quattro le gomme di un fuoristrada.  Teppisti, vandali, nessun’altra definizione può essere appropriata per un gesto del genere.
 
Sicuramente Danilo, attuale gestore del Rifugio SEL, si è fatto notare ad Artavaggio per la sua attiva lotta contro il transito abusivo dei mezzi a motore, lotta condotta a volte anche con eccessivo fervore. Questo non giustifica però simili gesti, in un ambiente come quello montano i comportamenti dovrebbero essere all’opposto, orientati alla ricerca dei punti di unione e di collaborazione. Certamente Artavaggio sta vivendo una ambiguità sul proprio destino: da un lato la diffusione di mezzi a motore (che transitino illegalmente), dall’altro – in assenza di organi di controllo – il fai da te dell’ordine pubblico. Ovvio che la vigilanza in queste località non può essere la stessa garantita in centro Lecco o Milano, ma occorre esigere rispetto nelle modalità adeguate.
 
Purtroppo il problema di fuoristrada e motoslitte è facilitato da un "buco legislativo" che non consente agli organi competenti di operare in modo adeguato. Proprio in questi giorni Montagna.tv ha pubblicato un’intervista al Andrea Turco, comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Sondrio e Lecco, in merito al transito di motoslitte in un luogo pericoloso e delicato come quello del ghiacciaio di Predarossa, a quota 3000 sul monte Disgrazia.
 
Il vantaggio di una località come Artavaggio rispetto a quella del Disgrazia è che i punti di accesso sono minori e più facilmente controllabili. Una maggior sinergia tra i Comuni competenti e le relative forze dell’ordine potrebbe probabilmente prevenire o meglio controllare il traffico dei mezzi a motore su un territorio prevalentemente dedicato alle famiglie e a chi vive la natura nella sua pienezza.

Come abbiamo scritto in precedenza Artavaggio sta vivendo una seconda giovinezza, lo dimostrano i numeri di domenica scorsa, quando la funivia ha terminato le proprie corse alle otto di sera proprio per permettere a tutti di ridiscendere a valle. Significa che la gente c’è ed ama investire il proprio tempo nelle bellezze della Valsassina.
 
Auspichiamo che ci sia un’accoglienza sempre più responsabile da parte dei gestori in quota, che permetta ai visitatori di affezionarsi ancora di più ai nostri luoghi non perché senza controlli ma in quanto visitabili e godibili in armonia e serenità.
 
 
 

 




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