ESPLODE IL CASO BETULLE: LA PROCURA AVVIA LE INDAGINI, IPOTESI BEN OLTRE LA MORTE DELLA CERVA. ACQUISITI DOCUMENTI ALLA FORNACE E NEI COMUNI, SOPRALLUOGHI AL PARCO FAUNISTICO



MARGNO – La morte in circostanze misteriose di una cerva al Parco faunistico delle Betulle sembra poter scoperchiare un vero e proprio “vaso di Pandora” sulla vicenda che ha visto operare Comunità montana, Provincia di Lecco, Comune di Margno e Comune di Casargo per la realizzazione di una costosissima area naturalistica, attrezzata ma mai realmente avviata.

forestale-Andrea-Turco-229x300Con un sopralluogo questa mattina alla struttura di Pra’ Cainarca sono entrate nel vivo le indagini condotte dal Corpo forestale dello Stato. “Stiamo svolgendo degli approfondimenti a carattere generale come richiesto dalla Procura della Repubblica che vuole vederci chiaro sulla proprietà degli animali e sulla loro gestione” spiega il Comandante provinciale Andrea Turco. Per i quattro cervi ed il capriolo attualmente ospitati la situazione è cristallizzata, dunque non si muoveranno dalla struttura sino a nuovo ordine.

betulle cervi forestale 3Ad accompagnare i forestali ai Piani delle Betulle anche il veterinario dell’Asl Paolo Bianchi che ha potuto constatare le condizioni degli animali. “Gli esemplari sono in perfetta salute” afferma, e aggiunge: “I due recinti sono comunicanti e sia i cervi che il capriolo femmina possono muoversi liberamente all’interno del perimetro, anche se come consuetudine per questi animali, ognuno si è stabilito in una propria zona”. Con la situazione così cristallizzata spetta ancora al Comune di Margno occuparsi degli animali, come sta facendo dal maggio scorso dopo che la cooperativa che aveva in gestione il Parco abbandonò improvvisamente l’impresa.

parco faunistico betulle percorso disabili 2Il sopralluogo odierno ha interessato anche la struttura del Parco. Accertamenti hanno riguardato il percorso pedonale che dall’arrivo della funivia conduce all’area protetta (Valsassinanews ne parlò qui, definendolo “una pista per bob”).

Il lavoro della Forestale, supportata anche da personale del Nucleo investigativo, è iniziato in sordina ma acquisizioni di documenti hanno già interessato la Provincia di Lecco, i Comuni di Margno e Casargo e soprattutto, nella giornata di martedì, la Comunità montana della Valsassina, attore principale della gran parte delle iniziative legate al Parco faunistico e che nella sua figura di realtà sovraccomunale ha avuto un ruolo chiave nell’assegnazione e controllo dei lavori.

parco faunistico betulle cervi 3A portare all’attenzione della cronaca il Parco faunistico ai Piani delle Betulle furono le denunce di alcuni turisti e residenti che nelle giornate del ponte dell’Immacolata notarono all’interno del recinto uomini con bastoni e cani, forse intenzionati a catturare i cervi e il capriolo ospitati. Scoprimmo in seguito che l’intenzione era quella di trasferire gli animali, e sconfessando le dichiarazioni del sindaco di Margno Giuseppe Malugani, il tutto avvenne anticipando le dovute autorizzazioni e con metodi per nulla contemplati.

betulle tre cerviPochi giorni dopo all’interno del Parco fu rinvenuto il cadavere di una delle due cerve. A causarne la morte la frattura di una costola che aveva perforato gli organi interni, ma senza segni di violenza visibili sulla pelle dell’animale.

All’interno del quadro d’insieme ha un ruolo anche la cooperativa sociale KWA a cui una convenzione tra Comunità montana e comuni di Margno e Casargo affidò la gestione del Parco delle Betulle e degli animali lì presenti, insieme all’osservatorio di Ombrega (in territorio di Casargo). Ad aprile la cooperativa, con sede a Galbiate, si è avviata verso il fallimento e nell’iter di liquidazione ha rinunciato alla gestione del parco, lasciando improvvisamente al comune di Margno l’onere di pensare a struttura e animali.

KWA cooperativa panneli CM okValsassinanews per prima si è interessata alla vicenda e cercando di rimettere insieme i pezzi non sono poche le incongruenze comparse. Innanzitutto non è chiaro a chi appartengano gli animali del Parco, e a complicare la questione vi è l’apparente totale assenza di documenti che spiegherebbe altrimenti la scomparsa di alcuni esemplari e la comparsa di altri. Interessante è anche il rapporto tra Comunità montana e cooperativa KWA, onlus che ha realizzato i pannelli informativi per l’ente, ma non pareva avere requisiti per ottenere – senza gara – la gestione di un parco faunistico con fauna selvatica, al di fuori della titolarità di un agriturismo.

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Cesare Canepari

 

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