FRANE, BOSCHI E SORGENTI. FOTORACCONTO DEI LUOGHI (FRAGILI) SU CUI SORGERÀ L’AUTOSTRADA DI BARZIO



BARZIO – Scarponi e macchina fotografica, la nostra redazione si è messa sulle tracce della ‘autostrada di Barzio’. Dopo avere inseguito e rivelato le carte della ambiziosa maxi opera da 15 milioni di euro, proponiamo ora un itinerario tra gli spazi naturali che ospiteranno la lingua d’asfalto.

Nel percorso, oltre a torrenti da superare e boschi da abbattere, abbiamo incontrato diverse fragilità ambientali quali frane e acquitrini che, sebbene non presi in considerazione dal progetto preliminare di Palazzo Manzoni, inevitabilmente metteranno alla prova gli addetti ai lavori.

Per orientarci, partiamo dal lotto verde e proseguiremo verso quello rosso, da destra verso sinistra.

1 PARTENZA – Il nostro viaggio inizia dallo zucco di Masone che offre una vista panoramica sul primo tratto di prato attraversato dalla strada. Il bosco alla sinistra della fotografia nasconde il tornante della Provinciale da cui prenderà avvio il percorso, segnato poi dal tratto giallo che taglia in due il prato. La strada arriva a lambire la boscaglia a destra nella foto oltre la quale vi è il versante sud della Val d’Orb. (Nel angolo in alto a destra il cono visivo proiettato sulla mappa allegata al progetto del Comune con tre punti di riferimento).

2 VAL D’ORB – Spostiamoci ora in via per Introbio e in Val d’Orb, lato nord, ovvero il tratto di nuova strada tra le due rotatorie. Qui è già cronaca la frana di alcuni anni fa e i rinforzi che tuttora consentono il transito (si vedano le prossime due foto). Il torrente scorre una trentina di metri più sotto e l’eventuale allargamento della stretta sede stradale (vedasi la coppia di immagini a seguire) dovrà tenere presente questa conformazione.

Sempre attinente alla Val d’Orb, segno esplicito della fragilità attorno al corso d’acqua che scende dal cimitero, sono i rinforzi al muraglione di sostegno di una proprietà (sotto a sinistra) e l’acquitrino tutt’attorno al lavatoio (al centro; del lavatoio si intravede il tetto). Nella foto a destra si intravede la caserma dei Carabinieri Forestali che insiste sull’area.

3 FALGHERA – Poco sotto eccoci in località Falghera. Qui, a distanza di poche decine di metri, vi sono ben due frane che consentono inoltre di constatare la conformazione tutt’altro che omogenea del terreno: a sinistra un cedimento di pietrisco, a destra invece di materia argillosa.

4 CAMPIANO – Si arriva dunque a Campiano. Ecco il pratone, o più correttamente quello che è possibile fotografare (mentre altre aree sono recintate). La strada lo attraverserà nella direzione dello sguardo: alla destra troverà spazio il parcheggio a raso, poco sotto all’inquadratura, a sinistra, il multipiano. L’asfalto arriverà sino al muraglione sullo sfondo per poi piegare leggermente verso sinistra così da aggirare l’ostacolo e subito riportarsi nuovamente a monte.

5 SPINERA – Al parcheggio multipiano si accederà imboccando la strada per località Spinera (la mulattiera discendendo la quale si arriva alla casa delle guide di Introbio). Nelle immagini la condizione precaria di quell’area, con transenne a restringere la carreggiata ‘mangiata’ da uno smottamento. Si noti come il terreno smosso avanzi ben oltre la linea della strada; in pratica pedoni e veicoli marciano sul vuoto. Su questi terreni poggeranno cinque piani di autosilos.

6 BOBBIA – Torniamo a percorrere il tracciato rosso verso la funivia. Il prossimo ostacolo da affrontare è la Bobbia, torrente che fornisce la maggior parte dell’acqua per l’abitato di Barzio. Stando ai progetti, il torrente verrebbe ‘scavalcato’ a monte del ponte per Praterino da cui si può ammirare la cascata, all’incirca all’altezza della ‘falsa sorgente’ nota come Lacca della Bobbia, ovvero la grotta dove l’acqua che scende dai Piani di Bobbio torna in superficie e che da decenni è meta di speleologi.

Pochi metri dopo la cascata il torrente è oggetto di due storiche captazioni: innanzitutto quella di servizio per l’acquedotto pubblico, poi una privata a cui appartiene anche il bacino scoperto (lo si intravede nella quarta foto di questo blocco) ai tempi afferente alla Cademartori, ora di proprietà Magni che tramite la World granite di Cremeno rivende energia elettrica.

7 PRATERINO – Giunta sull’altro versante, la nuova strada volge in direzione Praterino. Lì lambirà il bosco per poi inerpicarsi verso località ‘La Piazza’ sino alla stazione di partenza della funivia per i Piani di Bobbio. L’elaborazione grafica proposta sotto mostra il passaggio della strada (in giallo): sbucherà al limitare tra il bosco con la radura, proseguirà lungo il pendio che necessariamente verrà disboscato, formerà una curva a gomito per poi salire ulteriormente sino ad agganciarsi all’attuale piazzale. Nell’immagine al centro un dettaglio del progetto comunale; nel cerchio nero la stessa cascina da tre diversi punti di osservazione.

Cesare Canepari

 

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